Flaminio Oggioni sul centro Land of Hope

Situata in una zona che fino a pochi anni fa è stata sottoposta a violenze etniche e politiche e poi abbandonata, Land of Hope è ora una vivace comunità ecocompatibile dove donne, bambini e giovani di diverse etnie hanno la possibilità di riunirsi tutti i giorni. Land of Hope dà alle donne e ai giovani una formazione professionale migliorando le condizioni e le prospettive attraverso un sostentamento che prevede servizi sanitari e istruzione. Flaminio Oggioni, collaboratore della Maisha Marefu onlus, sponsor dell’iniziativa, la considera un successo: il centro dispone di una struttura adatta all’insegnamento ai più piccoli, mentre le madri hanno la possibilità di imparare una professione o di frequentare le classi per l’alfabetizzazione dedicata agli adulti. Inoltre, all’interno di Land of Hope, troviamo l’High Altitude Sports Training Centre, dove ragazzi di tutte le età hanno la possibilità di evadere attraverso l’attività sportiva di gruppo. Da un recente studio condotto dalla Gallmann Memorial Foundation è emerso che il 90% dei giovani ha dichiarato che le attività ricreative e di gruppo sono quelle che più gli mancano.

Per maggiori informazioni:

http://gallmannkenya.org/project/land-of-hope/

 

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Flaminio Oggioni: La Testa nel Pallone

L’impegno profuso da Flaminio Oggioni nelle attività di volontariato, si è tradotto nel 2013 nella collaborazione alla stesura del testo intitolato “La Testa Nel Pallone”, pubblicazione edita da Della Vigna che raccoglie al proprio interno brevi storie dedicate a un mondo fantastico legato alla dimensione sportiva. Basandosi principalmente sullo sport del calcio, ma senza dimenticarne altri come la boxe e il ciclismo, il libro vuole regalare un rinnovato sguardo fanciullesco a quella che è la pratica sportiva, al giorno d’oggi spesso fagocitata dalla logica economico-organizzativa globale, a discapito da quelli che sono i suoi aspetti sociali, ludici, ma anche culturali ed educativi.

Lo sport porta con sé, infatti, una forte componente sociale e di socialità, che include anche una forma di educazione e questo, dal punto di vista letterario, rappresenta un tòpos insieme “irreale” e “tangibile” che arriva a dar vita a un luogo immaginario in grado di dare spazio a sogni giovanili, ad aspettative adulte, che, insieme a racconti di vicende personali, si uniscono sinergicamente nell’intento di dare vita a un insieme stratificato di racconti. Questi, se posti sotto esame, portano alla luce un intimo legame tra identità personale, memoria collettiva e la passione che caratterizza ciascun individuo.

Ci sono infatti ricordi ed esperienze personali dietro a questo testo di matrice “fantasportiva”, in cui le storie hanno come protagonisti dei personaggi-“non personaggi”, ovvero figure realmente esistenti, più o meno conosciute, per le quali ogni autore ha pensato una storia particolare.

La figura che ha ispirato il racconto redatto da Flaminio Oggioni è Obama, un ragazzino conosciuto in Kenya in una delle proprie operazioni di volontariato, il quale per giocare a calcio “come si usava fare ai tempi della guerra”, racconta Flaminio Oggioni, si toglieva le scarpe per non consumarle, giocando così a piedi nudi.

Uno sport, dunque, che si erge dal mero status di gioco, per assurgere a quello di testimonianza di vita, veicolo di spensieratezza e forte strumento di aggregazione.